venerdì, 22 dicembre 2006
Domande-bivio e piscine decisionali.
-Come scegliere col carpiato-

Ciambellaa decisionale
Should i stay or should i go? Senza scomodare i Clash, che tutto sommato se lo domandavano in maniera abbastanza leggera, a chi non é mai capitato di porsi una domanda del genere? Dovrei andare o rimanere? Tentare o rinunciare? Tacere o parlare? Insomma, la tipica domanda-bivio.

Affascinanti i bivi. Affascinanti e micidiali, imprescindibili ed inevitabili come tutti gli avvenimenti importanti della vita. E la domanda “che fare?” di fronte ad un bivio, ma anche ad un trivio o quadrivio, in molti casi si vive con passione, patimento, financo (!) dolore. Eppure dai bivi non si sfugge.
Se come dice il Sommo Poeta (nel mio caso non si tratta di Dante) “Noi siamo incidenti in attesa di verificarsi”, i bivi sono i momenti della vita che consentono proprio l’avvenire di questi incidenti.
Sì sì, autoreferenziale sta cosa, lo ammetto: sto evocando parte di un post passato dedicato alla casualità, ma in questo caso la riflessione é differente. Qui si tratta del post-casualità... passatemi il gioco di parole :)
Si tratta della situazione cronologicamente seguente, in cui il Caso ha già parlato, la Moira ha già tagliato i fili, il destino si é già svolto e l’incidente già avvenuto, o é ancora appena in itinere. E’ il luogo in cui due sentieri si incontrano ed il tempo in cui si sta lì, a scegliere che strada prendere.

Ma come si pongono le persone di fronte ai bivi? Cosa fanno prima di allacciarsi le scarpe e partire? Come scelgono “che fare”?
Nella mia breve esperienza di vita mi é capitato di incontrare due atteggiamenti, affascinanti e contrapposti. Non si tratta della solita dicotomia fra istinto e razionalità, della serie lanciare la monetina per scegliere la strada o ragionare sui vantaggi di un percorso piuttosto che un altro.
La classificazione che propongo come osservabile in riferimento ai bivi parte piuttosto dalla “testa” di chi affronta la scelta di quale strada prendere.

Ci sono persone (oh, meravigliose! E assai fortunate aggiungo) che in maniera del tutto lineare guardano il bivio, le due/tre/N strade che hanno davanti, individuano un concetto sensato, e fanno partire un ragionamento che fa procedere la logica da un punto A ad un punto B. Magari nel suo svolgersi il ragionamento ogni tanto si arresta, fa una pausa, prende una curva un po’ larga, ma segue sempre un cammino ed arriva inesorabilmente al punto B. Una volta tagliato il traguardo, la mente ha la soluzione: sa quale strada prendere. E in tutto ciò le emozioni provate si contano sulla punta delle dita: poche, maledette e subito e, se il bivio non é esistenziale in assoluto, tutto sommato non troppo sconvolgenti.

Alé, voilà, bivio affrontato, 1 a 0 e palla al centro.

E poi... poi ci sono persone complesse, con menti complesse.
Io elaboro una teoria sulle “menti semplici e menti complesse” da anni ormai, prima o poi la racconterò qui, così poi perderò definitivamente l’interesse dei cari amici che vengono a leggere i miei deliri :) Ma non ora hehehe...Dicevo... Le persone complesse, con menti complesse, per la proprietà transitiva e il sillogismo aristotelico fanno cose complesse!

E quindi di fronte al bivio che fanno?
Fanno il bagno.
O meglio, specifico: davanti al bivio, proprio all’incrocio esatto delle strade, fanno una bella buca, tipo piscina, e la riempiono.

Di che?
Ma di tutte le possibili domande al mondo, inerenti il bivio e non, scomodano tutte le loro conoscenze/credenze/superstizioni e le piazzano nella buca, aggiungono tutta la razionalità, la logica e l’intelligenza che hanno ma non dimenticano l’istinto, mai! si si anche l’istinto e la passione, sia mai che li si accusi di essere troppo cerebrali, ci versano i ricordi passati ed i sogni futuri, i traumi infantili rimossi e i desideri delle prossime stelle cadenti, tutta la gamma di emozioni, dalla più bella alla più brutta, ed infine un paio di gocce di sano e immancabile panico.
Poi indossano il costume e si tuffano lì dentro, dentro questo mare magnum di tutto, da un bel trampolino. Altezza consigliata: 10 metri. E sguazzano lì dentro meditando sulla soluzione, abbracciati ad una ciambella fatta a papera. Perché? Ma ovvio!, risponderebbero, La piscina così composta serve a considerare tutto e scegliere, in base a tutto, quale sia la strada giusta da prendere!
Se il bivio é un quesito/dilemma semplice, il bagnetto é di appena qualche minuto (ma comunque si fa!!), se invece é un bivio di quelli da incidente, allora si fanno un po’ di vasche, le capriole sott’acqua, il nuoto sincronizzato...

E qui faccio mea culpa: sono tendenzialmente una tuffatrice e nuotatrice di piscine in prossimità dei bivi. Soprattutto se i bivi si parano davanti all’improvviso, senza che si pensasse che proprio in quel momento potesse arrivare proprio quel bivio.

Ora torno dalla mia ciambella a papera, che poi se sto troppo fuori dall’acqua mi raffreddo :)
 

Ciambellaa decisionale

Basia mille



 
postato da: Clodia78 alle ore 15:22 | Permalink | commenti (7)
Commenti
#1    22 Dicembre 2006 - 16:59
 
Poi ci sono quelli che riescono ad inventarsi bivi anche dove non ce ne sono... forse perchè in quella piscina ci sguazzano che è un piacere?
Non lo so, ma mi capita spesso di pensarci mentre me ne sto a mollo....
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#2    22 Dicembre 2006 - 17:18
 
interessante e piacevole leggere un post così articolato e vibrante, la cosa più affascinante e avere la sensazione di vedere le strutture che sorreggono la scenografia teatrale di questo "monologo". Come se quello che ha scritto l'autrice non fosse che una finestra su quello che lo ha generato, che appare molto più chiaro e comprensibile di quello che era stato pianificato. Detto questo, considerazione del tutto soggettiva ed inutile...
Vorrei introdurre una variabile al bivio, una dimensione aggiuntiva definbile in due modi (in realtà sono molti di più): il tempo ovvero la capacità di spostamento del bivio. Esistono bivi che non danno la possibilità di scavare una buca, riempirla col grande manuale dell'esperienza pregressa, delle emozioni e delle valutazioni sulle possibilità. Il vademecum della persona rimane in tasca perchè esistono bivi che si spostano verso di noi o in direzione opposta, alcuni in base al nostro approccio preliminare nei confronti della scelta, altri in maniera autonoma.
Chiudo con una metafora che mi aiuterà nel rendere chiaro ciò che intendo: sono in auto lanciato a trecento km/h, un camion nella corsia centrale dell'autostrada, un auto in sorpasso a sinistra e visibilità nulla a destra. Il bivio, dal mio meravigliosamente soggettivo punto di vista, si muove verso di me. Non ho il tempo di scavare la buca e nuotare.
utente anonimo

#3    23 Dicembre 2006 - 09:38
 
Ah, quante nuotate in piscine siffatte! Nuotate più o meno durature, più o meno tormentate, con l'acqua calma o che fa le onde, le mareggiate. In piscine piccole o grandi o smisurate come l'oceano. Per poi scoprire (o meglio, accettare il fatto) che la strada da prendere sapevo benissimo quale era, da tempo, da molto prima di arrivare al bivio vero e proprio, da eoni precedenti all'immersione nelle dubbiose acque della riflessione. Inutile, vuota, fine a se stessa, dato che so benissimo cosa fare.

Come dire, so che strada prendere ma mi piace fare dell'onanismo mentale?
Mi candido a via intermedia, sono una mente et semplice et complessa? Mediocre.
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#4    12 Gennaio 2007 - 15:46
 
Interessante il tuo post. Spesso davanti a certi bivi però non è possibile tuffarsi e fare il bagno. La risposta deve essere piuttosto immediata. E allora che fare?
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#5    19 Gennaio 2007 - 16:09
 
u!
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#6    19 Gennaio 2007 - 16:13
 
chissà se son semplice o complessa io!
Io mi butto poi ho i dubbi se ho fatto bene oppure no (per i bivi semplici) per quelli complessi, beh allora lì sì che son complessa anzi a volte mi sa pure complessata!
Ciao
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#7    13 Febbraio 2007 - 14:51
 
-Leanan_Sidhe, o mitica, ma quale mediocre? Sei una capoccia da fantakilometri di gangli celebrali ben attorcigliati.
-Luna70 e anonimo in realtà le nuotate decisionali non dipendono tanto dal tempo (metaforico) della nuotata, ma dalle variabili che si prendono in considerazione per prendere una decisione. A dire: dovendo dare una risposta in 15 secondi, alcune persone vanno lisce e veloci su un paio di riflessioni, altre, nello stesso lasso di tempo, riescono comunque a fare un bel bagno toccando un po' tutto lo scibile umano :)
-amicia sei una bellissima istintiva :) E' un dono riuscire ad avere il coraggio di buttarsi e poi, eventualmente, mettere in dubbio le proprie scelte. Io invece faccio i bagnetti in piscina perché voglio avere la massima percentuale di probabilità che non dovrò mai tornare sui miei passi e dire "mi sono pentita"... ognuno ha le sue fobie... il divertente é scambiersele come le figurine ^^

Basia
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Commenti

categoria:casualità, dado, meta-conoscenze