mercoledì, 13 giugno 2007

homerodio

Benvenuti nella sezione speciale "gli odio".
Sì sì , gli, non li. Odio qui é sostantivo, quindi vuole un bell’articolo a presentare: gli “odio” sono, obviously, le cose che si odiano.
Apriamo questa simpatica listarella -non top ten né top five ma top quello che ve pare- di tutte le situazioni/persone/sensazioni/oggetti che generano fastidio, rabbia, disapprovazione, rodimento di culture, istinto omicida.



Io odio:

Gli alternativi - Aka “arroganti bottegai” -
vasco - miniscolo voluto. NdR-
Quelli che odiano tutto
La sveglia - di qualsiasi tipo esso sia. Tranne uno
Il colore arancione
I palloni gonfiati
I modesti
Quelli che hanno già concettualizzato tutto lo scibile/pensabile umano e che quindi hanno una risposta/interpretazione giusta -la loro e solo la loro- su qualsiasi argomento/quesito
Il peperoncino
Il mondo i primi 10 minuti appena sveglia -tutti, nessuno escluso-
L’odore dei piedi dopo una giornata nelle All Star/Superga
Il freddo - tranne quando scio-
ligabue - miniscolo voluto. NdR-
Le orecchie sugli angoli dei libri
Vanzina
Buttare la spazzatura nel cortile condominiale
La luce al neon
Il profumo alla vaniglia
Alcune persone di cui non posso fare qui il nome causa eventuali ritorsioni, ma che si sappia che le odio
Quelli che sì sì, amano la musica ma “la ascoltano un po’ tutta”
Gli insetti - tranne le api che sono carine, anche se mi terrorizzano-
I capelli sporchi
I volantini con scritto “facci venire a valutare la tua casa”
I pop up “a tradimento”
I computer Mac - non abbiatemene o mac-ofili, io li detesto-
I metallari
I palinsesti tv degli ultimi anni
L’ “odore di chiuso” in casa
Le voci stridule/con toni troppo alti -esempio: Paola Perego o Ilaria D’Amico, effetto strangolamento immediato-
Il wrestling
Quando ti prude una parte del corpo che non riesci a grattare - esempio: puntura di zanzara nel centro esatto della schiena, manco avessero un mirino le bastarde-
L’alito cattivo congenito
Quelli che mi sbagliano il cognome
Le unghie sporche
Le bugie
Quelli che non ricordano
L’ignoranza
Gli stereotipi e, peggio, quelli convinti di aver trovato il modo di non essere stereotipati ed invece sono il peggio dello stereotipo più stereotipato
I recall
I canditi
Quelli che telefonano col numero anonimo
Quelli che postano sui blog in anonimo - checazz, una consonante/vocale puntata non si nega a nessuno
Il nescaffé/caffé americano
Le vesciche sui piedi - eh sò problemi...-
Gli stupidi
Il rimpianto
Il lavandino in cucina sporco.



Per ora questi odio, me ne verranno sicuramente degli altri e magari li posterò,
ma nel mentre se qualcuno volesse farmi sapere i suoi odio alimentiamo il dibattito.

Se vi chiedete il generante ingenerato di questo post (ossia come mi é venuto in mente di impiegare i neuroni in cotanta riflessione inutile) é che stamattina pioveva
e io odio anche gli ombrelli :)

Basia mille





postato da: Clodia78 alle ore 12:11 | Permalink | commenti (16)
categoria:male, meta-conoscenze, causalitĂ 
mercoledì, 28 marzo 2007

...non vi ho ancora detto una cosa: sono diventata Giornalista :)

Non tanto per il riconoscimento in sé, la carriera, il lavoro. E' che
adesso posso andare in giro con un altro aggeggio cartaceo nel portafoglio - il tesserino- e , cosa che mi riempie di giubilo, usarlo per inscenare un siparietto come questo!

invincibileshogunINCHINATI DAVANTI ALLO SHOGUN MITZUKUNI MITO!!!

Heheheh basia
postato da: Clodia78 alle ore 11:57 | Permalink | commenti (8)
categoria:lavoro, meta-conoscenze
venerdì, 22 dicembre 2006
Domande-bivio e piscine decisionali.
-Come scegliere col carpiato-

Ciambellaa decisionale
Should i stay or should i go? Senza scomodare i Clash, che tutto sommato se lo domandavano in maniera abbastanza leggera, a chi non é mai capitato di porsi una domanda del genere? Dovrei andare o rimanere? Tentare o rinunciare? Tacere o parlare? Insomma, la tipica domanda-bivio.

Affascinanti i bivi. Affascinanti e micidiali, imprescindibili ed inevitabili come tutti gli avvenimenti importanti della vita. E la domanda “che fare?” di fronte ad un bivio, ma anche ad un trivio o quadrivio, in molti casi si vive con passione, patimento, financo (!) dolore. Eppure dai bivi non si sfugge.
Se come dice il Sommo Poeta (nel mio caso non si tratta di Dante) “Noi siamo incidenti in attesa di verificarsi”, i bivi sono i momenti della vita che consentono proprio l’avvenire di questi incidenti.
Sì sì, autoreferenziale sta cosa, lo ammetto: sto evocando parte di un post passato dedicato alla casualità, ma in questo caso la riflessione é differente. Qui si tratta del post-casualità... passatemi il gioco di parole :)
Si tratta della situazione cronologicamente seguente, in cui il Caso ha già parlato, la Moira ha già tagliato i fili, il destino si é già svolto e l’incidente già avvenuto, o é ancora appena in itinere. E’ il luogo in cui due sentieri si incontrano ed il tempo in cui si sta lì, a scegliere che strada prendere.

Ma come si pongono le persone di fronte ai bivi? Cosa fanno prima di allacciarsi le scarpe e partire? Come scelgono “che fare”?
Nella mia breve esperienza di vita mi é capitato di incontrare due atteggiamenti, affascinanti e contrapposti. Non si tratta della solita dicotomia fra istinto e razionalità, della serie lanciare la monetina per scegliere la strada o ragionare sui vantaggi di un percorso piuttosto che un altro.
La classificazione che propongo come osservabile in riferimento ai bivi parte piuttosto dalla “testa” di chi affronta la scelta di quale strada prendere.

Ci sono persone (oh, meravigliose! E assai fortunate aggiungo) che in maniera del tutto lineare guardano il bivio, le due/tre/N strade che hanno davanti, individuano un concetto sensato, e fanno partire un ragionamento che fa procedere la logica da un punto A ad un punto B. Magari nel suo svolgersi il ragionamento ogni tanto si arresta, fa una pausa, prende una curva un po’ larga, ma segue sempre un cammino ed arriva inesorabilmente al punto B. Una volta tagliato il traguardo, la mente ha la soluzione: sa quale strada prendere. E in tutto ciò le emozioni provate si contano sulla punta delle dita: poche, maledette e subito e, se il bivio non é esistenziale in assoluto, tutto sommato non troppo sconvolgenti.

Alé, voilà, bivio affrontato, 1 a 0 e palla al centro.

E poi... poi ci sono persone complesse, con menti complesse.
Io elaboro una teoria sulle “menti semplici e menti complesse” da anni ormai, prima o poi la racconterò qui, così poi perderò definitivamente l’interesse dei cari amici che vengono a leggere i miei deliri :) Ma non ora hehehe...Dicevo... Le persone complesse, con menti complesse, per la proprietà transitiva e il sillogismo aristotelico fanno cose complesse!

E quindi di fronte al bivio che fanno?
Fanno il bagno.
O meglio, specifico: davanti al bivio, proprio all’incrocio esatto delle strade, fanno una bella buca, tipo piscina, e la riempiono.

Di che?
Ma di tutte le possibili domande al mondo, inerenti il bivio e non, scomodano tutte le loro conoscenze/credenze/superstizioni e le piazzano nella buca, aggiungono tutta la razionalità, la logica e l’intelligenza che hanno ma non dimenticano l’istinto, mai! si si anche l’istinto e la passione, sia mai che li si accusi di essere troppo cerebrali, ci versano i ricordi passati ed i sogni futuri, i traumi infantili rimossi e i desideri delle prossime stelle cadenti, tutta la gamma di emozioni, dalla più bella alla più brutta, ed infine un paio di gocce di sano e immancabile panico.
Poi indossano il costume e si tuffano lì dentro, dentro questo mare magnum di tutto, da un bel trampolino. Altezza consigliata: 10 metri. E sguazzano lì dentro meditando sulla soluzione, abbracciati ad una ciambella fatta a papera. Perché? Ma ovvio!, risponderebbero, La piscina così composta serve a considerare tutto e scegliere, in base a tutto, quale sia la strada giusta da prendere!
Se il bivio é un quesito/dilemma semplice, il bagnetto é di appena qualche minuto (ma comunque si fa!!), se invece é un bivio di quelli da incidente, allora si fanno un po’ di vasche, le capriole sott’acqua, il nuoto sincronizzato...

E qui faccio mea culpa: sono tendenzialmente una tuffatrice e nuotatrice di piscine in prossimità dei bivi. Soprattutto se i bivi si parano davanti all’improvviso, senza che si pensasse che proprio in quel momento potesse arrivare proprio quel bivio.

Ora torno dalla mia ciambella a papera, che poi se sto troppo fuori dall’acqua mi raffreddo :)
 

Ciambellaa decisionale

Basia mille



 
postato da: Clodia78 alle ore 15:22 | Permalink | commenti (7)
categoria:casualitĂ , dado, meta-conoscenze
venerdì, 15 dicembre 2006
Non una recensione, solo parole a caso.

Eeee...OLLLLEEE! Tornata :)
Tornata a postare dopo eoni, ere geologiche, “decenni” (!).
E’ inutile che prometta di essere costante nello scrivere per questa mia adorata agorà: per quanto lo desideri, la mia vita ed i miei tempi soggiacciono a logiche rigorosamente confuse. Non saprò mai se e quando ci sarò.
Considerazioni esistenzialiste a parte, l’occasione mi é gradita per raccontare una simpatica serata condivisa con un bimbo... di più: un amico... di più: un fratello mancato :). Una serata che mi dà lo spunto per postare una sorta di recensione musicale. Per rispetto della musica, forma d’arte sublime e suprema, mi son sempre ben guardata dal lanciarmi a commentare concerti, album, artisti. E anche stavolta non ho intenzione di scrivere una review, ma visto che avevo già raccontato il concerto dei CSS, aggiungo un po’ di dettagli e mi accingo a narrare una serata a base di musica. Quindi...

CANSEI DE SER SEXY - CSS/Milano 13 Dicembre @ Transilvania.

Premetto che il tempo non esiste, perché altrimenti né io né il bimbo saremmo mai riusciti ad andare a questo concerto. Ne discende che non esiste neanche lo spazio, perché camminare per 1 km al gelo (per dovere di cronaca: 1 km “a annà” e 1 km “a tornà”) non sarebbe stato possibile per due esseri umani digiuni.

Pseudo - considerazioni a carattere musicale.
Lovefoxxx é diventata la mia terza beniamina musicale femminile, é obbiettivamente troppo simpatica. Sul palco balla (una via di mezzo fra funky style e lap dance... geniale) chiacchiera, canta con questa vocina strana. E canta bene, come bene suonano tutti i componenti del gruppo.
Lei ha intervistato live la prima fila e chiesto compleanni, discettato su 
segni zodiacali, sputazzato acqua in giro... é proprio simpatica. Augh.
Se posso esprimere un parere sui CSS in versione live, dico che sono bravi tecnicamente e davvero coinvolgenti. Hanno aperto il concerto con “CSS Suxxx”
leggermente più lenta che da cd e hanno ovviamente snocciolato tutti i brani dell’unico album. Hanno tirato lunga “Music is my hot sex” (forse la mia preferita) ma in generale sono stati fedeli alle versioni da cd.
Degno di menzione é il Lovefoxxx-show andato in onda quando é stata intonata “Art Bitch”... per chi ha presente la tematica del pezzo, ed il ritornello soprattutto, basterà dire che la ragazza si é dilungata in comprensibilissimi gesti ostensivi volti ad illustrare e chiarificare il testo.
I CSS sono tornati sul palco per un solo bis in cui hanno accennato ad un'improbabile versione di Volare (sì sì proprio quella che fa “volaree oh oh, cantaree” etc etc) e poi un paio di pezzi che, spiacente, io non ho riconosciuto (B-sides? New releases?  Lamenti da colica renale? Chi può dirlo...).
Sono dei gran chiacchieroni fra un pezzo e l'altro, in inglese e a volte in
portoghese, hanno continuato inspiegabilmente a salutare Correggio (credo si trattasse di Correggio... in realtà suonava quasi... hem...comprate una consonante...) e se ne sono andati dal palco col batterista che, in un italiano  stentoreo, ha dichiarato "40 in macchina, 60 a casa".
...Si riferiva sicuramente al numero delle lampadine nei rispettivi posti.


Discettazioni vetero-sociologiche.
Il target medio dell’avventore dei CSS osservato é definibile come indie-alternative-post-rock (che ho scritto? non leggo bene...).
Devo dire con gioia che c’era anche tanta meravigliosa gente normale, vestita normale, tranquilla, tendenzialmente lì per ascoltare il concerto e, poscia, tornare a casa.
Mirabili ma sporadici casi di punkettoni veterani (sul 45 anni, mitici) e punkettini neocoon (16-18 anni e molto convinti) la cui presenza é però ascrivibile, a parere della sottoscritta, più al locale in sé che al gruppo.
I presenzialistissimi Arroganti Bottegai (cfr. Offlaga Disco Pax 1, 5-05), riconoscibili dall’accoppiata look-look (intesa come stile + sguardo) e dal fatto che stanno sempre spalle al palco a parlare di chissà quali alti concetti. Neanche ci fosse un concerto...
Manciate di Grungettoni e Rockers. Dreadlock vari, chiome lunghissime, tagli scalati: venghino signori, ce n’é per tutti i gusti.
Qualche commovente persona in giacca-cravatta/tailleur. Costretta a quell’abbigliamento troppo formale probabilmente dalla giornata di lavoro, e all’impossibilità di fare un pit-stop a casa prima di venire al concerto (solidarietà fratelli, vi posso capire) ma che era lì, con la giacca addosso ma i jeans nel cuore.
Ed infine, le solite veline. Ops, scusate: alterna-line. Look finto trasandato, sguardo finto allegro che si posa ovunque fuorché sul palco, in missione rimorchio. Ognuno, nella vita, ha le sue priorità.
Al di là di tutto, ogni volta mi compiaccio di come la musica sia il vero linguaggio trasversale alle culture, le credenze, gli stili di vita. Di come sia il vero e unico Esperanto. E ne sono, davvero, oltremodo felice. :)

Special thanks della serata.
-Trenitalia, main sponsor dell’evento. Senza di lei avremmo rischiato di arrivare con calma e rilassati al concerto (avete letto bene, intendevo dire proprio questo).
-Il corso che sto facendo. Facilissimo eclissarmi e fuggire per un nobile scopo.
-Milano. Le distanze non sono mai impossibili da colmare. Freddo a parte.
-I contributi danzanti del bimbo. Irrinunciabili, sono quelli stile “Wilco” in cui al massimo vengono fatti roteare gli avambracci.
-I miei pantaloni con tante tasche. ...se permettete, erano comodissimi.
-La tipa che quella sera se non rimorchiava, moriva. Vestita da soiree parigina ai primi di agosto, tentava di irretire il tecnico audio. Non é un bel vedere. Poverino.
-La 91. Che alla fine, vecchietto incazzato a parte, é passata.
-Il focaccione. O il bimbo mi mangiava anche le gambe del tavolo.

Basia mille :)

postato da: Clodia78 alle ore 13:38 | Permalink | commenti (7)
categoria:musica, amici, meta-conoscenze
mercoledì, 19 luglio 2006

Lynch

Special Thanks to my FP

"La meditazione allarga la coscienza e, siccome il reale diventa irreale e viceversa nel mondo moderno, prarticare l'arte del pensiero è per me una delle massime esperienze. Sempre"

David Lynch - Corriere della Sera, 19 Luglio 2006 - pagina 41

Lo amo. Lo so da sempre, ma è bello riscoprirlo.
Sempre.

Mi sembra un bel modo di feseggiare la soglia dei 1.000 contatti per Backdrift:)

Ancora mille grazie, eterei, al mio FP per il pensiero e la segnalazione.

postato da: Clodia78 alle ore 16:24 | Permalink | commenti (17)
categoria:david lynch, grazie, meta-conoscenze
lunedì, 10 aprile 2006

Sto ascoltando su radio città futura (www.radiocittafutura.it) l'andamento degli exit poll: l'impressione è di vivere in un paese con alto senso civico, data l'enfasi posta sull'avvenimento in questione.

Lapalissiano però che l'emittente in questione, come diremmo noi frequentatori di dati statistici, "non fa media", cioè a dire che il fermento pre-vittoria elettorale motivato e consapevole che traspare dalle parole del radiocronosta non ritengo sia lo stesso che scorre nelle vene di molti dei miei concittadini.

Il punto è che in molti frangenti mi sembra di assistere a scene di tifo da stadio! E parlo da tifosa, la tifosa vera che in quanto tale è irrazionale, che ama la propria squadra aprioristicamente e senza interrogarsi sul vantaggio che possa derivare dal sostenere la Juventus o la AS Pavullo Nel Frignano, o sulle ragioni profonde della propria passione.
Non condanno affatto la componente più prettamente "fideistica" del voto politico, solo mi inquieta scoprire quanto questa caratteristica sia spesso l'unica ad orientare le scelte elettorali. Cavoli, ho sentito persone domandarsi quando torneremo a votare poichè sta scadendo il settennato di Ciampi!! -__- 
E non voglio asssssssolutamente scadere nel luogo comune, seppur veritiero, dell'ignoranza degli italiani, perchè ho osservato il tifo politico privo di fondamento anche in persone di cultura medio-alta, che avrebbero quindi tutti gli strumenti razionali, critici, conoscitivi per un approccio razionale alla politica.
...E quindi?
E quindi l'unica risposta che mi sovviene è che la politica è brutta, e l'aggettivazione banale è assolutamente voluta.
Anche chi potrebbe avere una coscienza politica articolata e critica perchè fortunatamente non ha trascorso la giovinezza nelle risaie o appeso alle liane della jungla, in molti casi si sofferma ad una serie di meta-conoscenze politiche (e qui mi perdoni Gambarotta) che vengono ritenute più che sufficienti per votare destra o sinistra. O peggio, per proclamarsi di destra o di sinistra.

...mamma mia che post palloso!!

Basia mille

postato da: Clodia78 alle ore 16:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:exit poll, meta-conoscenze